INDIA: Governo e lobby del tabacco pubblicamente alleate!

la quotazione del più grande produttore di sigarette Indiano è salito a dismisura dopo che il ministero della salute ha ordinato ai dipartimenti di sanità pubblica di vietare l’utilizzo di sigarette elettroniche. La cosa interessante è che il governo centrale dell’India possiede un terzo dell’azienda chiamata ITC Ltd., precedentemente nota come “India Tobacco Company” (conflitto di interessi?).

Non è difficile immaginare l’euforia dilagata tra gli investitori che, grazie a questa mossa giocata dalla politica indiana, hanno tagliato la testa  alla spaventosa, scomoda e salutare minaccia che le sigarette elettroniche rappresentano per il mercato delle “bionde”.

secondo l’Economic Times infatti, il giorno dopo l’annuncio, il prezzo delle azioni dell’ ITC è salito di oltre il 2 punti percentuale nella sua quotazione in borsa; questo dovrebbe rappresentare un monito per mercati come quello europeo o americano che, come ben si sa, vedono gli utenti interessati al mondo del vaping crescere giorno dopo giorno.

Oltre ad essere la più grande azienda ti tabacco indiana, “India Tobacco Company” ha in pugno una quota astronomica (parliamo dell’80%) del massiccio mercato del paese. Il fatto che il governo indiano detenga il 32% dell’azienda ITC, rende il ministero della salute un partner del produttore di sigarette e non solo: rende un ministero pubblico, deposto al miglioramento della salute della popolazione, un carnefice che pubblicamente sceglie il guadagno rispetto alla più ovvia scelta etica e morale che tutti si sarebbero aspettati.

Ed è questa il vero nocciolo della questione, il vero punto cardine attorno al quale ognuno di noi dovrebbe ruotare per capire come, sulla lista delle priorità di alcuni governi (davvero solo alcuni?), venga prima il guadagno e solo dopo la salute delle persone.

“ci sono 120 milioni di fumatori in india e un milione di loro muore ogni anno a causa di malattie legate al consumo di tabacco”

Ma in india non stanno a guardare e sopratutto non subiscono passivamente.

un gruppo chiamato “Ocacy Association of Vapers India” (AVI) ha pubblicato una dettagliata relazione riguardante le inesattezze degli studi eseguiti dal governo indiano per giustificare la sua mossa proibizionistica nei confronti del vaping. Più e più volte, i sostenitori dello svapo hanno sottolineato l’ipocrisia che insita nel vietare le e-cig pur sapendo che il fumo di sigaretta è noto per essere molto più pericoloso. E questa è un’affermazione certa, senza ombra di dubbio e senza alcun bisogno di essere

Questa decisione deve essere contrastata pubblicamente e se fosse necessario anche per vie legali!

Oltre alla sua pubblicazione, questa associazione ha dichiarato che si muoverà affinché questa decisione venga quanto meno contrastata pubblicamente e, qualora fosse necessario, portando l’intera questione fino alle aule di tribunale della Corte Suprema Indiana.

Concludo dicendo che è profondamente scoraggiante per ogni cittadino Indiano (e mondiale), che un governo abbia la libertà di ledere i propri cittadini in maniera così palese, facendo gli interessi di un socio molto potente come la ITC e mostrando quanto, a volte, le istituzioni rappresentino unicamente se stesse.

 

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