RECENSIONE LIQUIDI: Phat Phog “Phropical”

Spiaggia bianca, sole alto nel cielo e palme ricurve che sembrano quasi volersi sdraiare su quella miriade di granelli di sabbia dorata…

Se pensate di leggere una recensione su qualche meta esotica o qualche spiaggia caraibica beh, siete nel posto sbagliato. La breve introduzione che avete letto poc’anzi e che probabilmente vi sta facendo sognare l’estate, mi serviva per farvi entrare nel mood appropriato affinchè la vostra mente si concentrasse su uno dei tanti stereotipi che ci ricordano i tropici.

Perchè se è vero che non vi parlerò di vacanze, è altrettanto vero che vi parlerò di quello che per me è stato un valido accompagnatore nelle giornate afose, in quelle giornate torride in cui anche svapare, a volte, diventa difficile.

Sto parlando del Phropical, un gustoso liquido prodotto da Phat Phog, una ditta con sede legale in UK che produce due linee di aromi fruttati (la phat phog e la phat phrost) e che si differenziano tra loro solo per la componente “ice” o appunto “phrost“. Chi è abituato a svapare liquidi malesi, sa molto bene di cosa sto parlando!

Senza altri indugi, partiamo per questo viaggio esotico.

 

PACKAGING

 

Che dire riguardo al packaging di un liquido? Non molto a dire il vero se non che i formati che mi sono stati inviati per testare il prodotto sono tre: maxi formato da 100 ml, la moglie minuta da 25 ml e il figlioletto da 10 ml, tutti “ready to vape” ossia pronti all’uso.

Anteriormente la fa da padrone il nome della linea che, per non smentirsi, è stato scritto in blu e utlizzando un font very phat (fat, grasso) . Appena sotto troviamo l’aroma (nel nostro caso “phropical“) e ancora più in basso, in piccolo, l’indicazione riguardante la quantità di contenuto e la concentrazione di nicotina del nostro liquido.

Posteriormente troviamo una scritta che ci ricorda che sono prodotti da una distilleria artigianale e l’immancabile elenco degli ingredienti. Non dimentichiamoci i marchi d’obbligo riguardanti il divieto di utilizzo al di sotto dei 18 anni.

In calce troviamo la proporzione VG/PG che nel nostro caso è 60/40 e una bandiera; no, non è la bandiera inglese bensì quella malese. Perchè? Semplice (o quasi), il liquido è prodotto in UK ma seguendo una ricetta malese ed utilizzando prodotti di origine malese.

 

AROMA

 

Fare liquidi al gusto di frutta tropicale non è nè complicato nè innovativo. La difficoltà sta nel produrre un liquido che sia coerente con la descrizione e sopratutto che riesca a restituirci in maniera quanto più accurata possibile, la percezione dei frutti con cui è stato prodotto.

Bene, Phat Phog è riuscita nel suo intento, rendendo questa miscela tropicale decisamente fresca ed invitante.

Le note fruttate, se svapate a wattaggi non troppo elevati, spiccano in maniera succulenta, senza però annoiare la bocca con un’eccessiva componente dolciastra; questa è una delle difficoltà che chi produce liquidi di questo tipo trova molto spesso.

Il mango, la papaya, l’ananas, sono frutti di per se molto ma molto dolci. Bisogna quindi trovare il modo di mescolarli affinchè le loro sfumature accarezzino la lingua e il palato senza però essere seguite a ruota da quell’ondata dolce che in un attimo cancella le note fruttate, buttandoci in quella percezione che ci fa temere di essere nauseati.

Questo liquido non nausea ma rinfresca, proprio grazie alla componente ice che però risulta sempre gradevole e mai troppo impegnativa. Per qualche secondo percepirete quella scia gradevole in bocca, prima di sentirla sparire delicatamente dal fondo della lingua. E’ un “all-day”, da apprezzare in flavour, a temperature basse e con fili non troppo complessi. Anche la scelta del cotone non può essere lasciata al caso: personalmente preferisco affidarmi a cotoni delicati e facili da impregnare (come ad esempio il cotton candy) piuttosto che rendere la vita difficile alla frutta, affidandola a cotoni rigidi e complicati (come ad esempio il Kendo).

VOTO: 8

 

CONCLUSIONI

 

ottimo liquido per chi ama la frutta e per chi vuole concedersi un po’ di estate anche quando l’estate è ormai un ricordo. L’aroma in bocca è fedele, forse un po’ meno dal punto di vista olfattivo dove si fa sentire ma in maniera più acidula e impegnativa.

Non è il miglior fruttato del 2018 ma è uno dei più interessanti che io abbia provato quest’anno.

 

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