TUTORIAL: Atomizzatori e resistenze

Quando si parla di svapo, è inevitabile non pensare ad almeno tre elementi di uso comune: i liquidi, la box (o mod) e l’atomizzatore (o atom).

Oggi con questa breve guida andremo ad analizzare proprio gli atomizzatori (quelli rigenerabili), suddividendoli per utilizzo e valutando assieme le possibili resistenze che sarebbe congruo utilizzare per ogni tipologia. Quindi, bando alle ciance e buttiamoci a capofitto nella nostra analisi.

TIPOLOGIE DI TIRO

Esistono in commercio diverse tipologie di atomizzatori rigenerabili e la prima suddivisione che mi sento di fare riguarda il tipo di tiro a cui sono destinati. Sulla base di quanto appena detto ecco che avremo le prime due grandi famiglie:

  • Atomizzatori MTL (Mouth to lung): rientrano in questa categoria tutti quegli atomizzatori (rigenerebili e non) che vengono utilizzati inalando come fareste con una sigaretta normale. La traduzione dell’acronimo significa infatti “dalla bocca ai polmoni” e sta ad indicare proprio il percorso che farà il vapore: una volta riempita la bocca con il tiro, verrà poi aspirato ed infine espirato. Ottimi per tabacchi e per chi vuole un tiro strutturalmente simile alla classica “bionda“, questi atomizzatori sono quelli che solitamente vengono consigliati ai vapers alle prime armi anche se questo non significa che non vengano ampiamente apprezzati anche da coloro i quali sono avvezzi allo svapo ormai da anni.
  • Atomizzatori DL (Direct to lung): a differenza degli MTL, il tiro di questo atomizzatore viene anche definito “di polmone” proprio per la natura suggerita dalla traduzione dell’acronimo (direttamente ai polmoni). Il tiro generato dall’utilizzo di questa categoria di atomizzatori risulterà ben più aperto e arioso del tiro a cui gli MTL ci hanno abituati, obbligandoci ad inalare profondamente e tirando il vapore direttamente nei polmoni (come un narghilè per intenderci). Il risultato sarà per certi versi più appagante e la produzione di vapore sarà decisamente superiore a quella ottenuta con l’utilizzo di sistemi MTL.

Oltre alle differenze appena citate, va da se che per la destinazione d’uso, queste due tipologie di atomizzatori differiscono anche per dimensioni: gli atomizzatori MTL saranno più piccoli e adatti ad ospitare coil raramente superiori ai 3 mm di diametro e con valori resistivi che solitamente vanno dagli 0.70 ohm a salire. Questo guiderà una serie di scelte (anche per quanto riguarda la composizione del liquido che dovà restare attorno al 50/50 per poter entrare dai picoli fori di alimentazione, impregnando il cotone in maniera corretta) che porterà l’utilizzatore a mantenere una wattaggio basso durante l’utilizzo di questa tipologia di dispositivo.

Al contrario, gli atomizzatori DL raramente hanno limiti di dimensioni (alcuni arrivano anche a 40/42 mm di diametro) e le coil che possono ospitare sotto le loro campane possono spaziare senza alcun problema arrivando a diametri importanti (così come anche per il numero di spire) e scendendo a valori resistivi che spesso possono arrivare anche a 0.15/0.10 ohm. La produzione di vapore (così come la priduzione di calore) scaturita da questa tipologia di atom è decisamente ingente così come il “battery drain” (consumo batteria) della vostra box. Per i DL, la composizione dei liquidi può andare dal 60/40 fino anche al full VG, quest’ultima a discapito di aroma e hit.

 

TIPOLOGIE DI SERBATOIO

ora che abbiamo fatto la prima suddivisione sulla base della tipologia di tiro, è il momento di concentrarci sulla presenza (se è presente) del così detto tank. Quando si parla di tank si fa riferimento al significato della parola inglese “serbatoio“: a seconda della presenza o meno di un serbatoio atto a contenere il liquido per sigaretta elettronica, avremo altre due tipologie di atomizzatori:

  • RTA (Rebuildable Tank Atomizer): in questa categoria rientrano quegli atomizzatori provvisti di un deck coperto da una campana (o camino) attorno alla quale viene montato un cilindro in vetro, ultem, plastica, etc. Strutturalmente sono più complessi dei dripper (ops, spoiler, li vedremo qui sotto) poichè prevedono oltre che ad un sistema di gesione dell’aria, anche un sistema di regolazione del liquido, sia esso gestito dall’utente o preimpostato. Il mancato equilibrio tra cotonatura, apertura dei fori del liquido e posizione dei fori dell’aria, renderà il vostro tank utile come una tazza bucata; questa tipologia di atomizzatori è comoda grazie all’autonomia che ci concede sebbene (a parte rari casi) il fatto di avere una campana a coprire le coil gioca a sfavore dell’aroma. Il refill avviene solitamente dall’alto, svitando il tappo che dà accesso diretto al serbatoio.
  • RDA (Rebuildable Dripper Atomizer): niente di più semplice. Il deck (e quindi le coil del nostro atom) sono semplicemente coperte da un cap che, a differenza di una campana, soffoca meno la camera di vaporizzazione. Qui non c’è serbatoio ma, a seconda del modello, avremo una vasca sotto al deck sufficiente a raccogliere forse un millilitro di liquido. Il refill avviene dall’alto e direttamente sul cotone.

Ciascuna di queste due tipologie di atomizzatori può essere sia MTL che DL: ovviamente in base alla destinazione di utilizzo cambierà anche il diametro dell’atom e la grandezza della campana (ovviamente entrambi più esigui per gli MTL).

FLAVOUR E CLOUD CHASING

Sicuramente, se siete vapers da più di un mese, avrete sentito parlare sia di flavour che di cloud (chasing). Più che essere due categorie differenti di atomizzatori, queste categorie nascono principalmente per far capire agli utenti quale sarà la caratteristica predominante di un determinato atomizzatore o, più semplicemente, in quale ambito quell’atom rende meglio.

  • Flavour Chasing (inseguire il sapore): questi atom sono costruiti in maniera tale (siano essi RTA o RDA) da esaltare quanto più possibile le note aromatiche dei liquidi che andremo ad utilizzare (a patto che anche la build sia pensata per flavour chasing). Sono atomizzatori con campane sagomate in una certa maniera, ingressi dell’aria studiati per avere un airflow (flusso) molto equilibrato; difficile trovare un atom che renda davvero bene con tutti i generi di liquidi. Alcuni renderanno meglio con quelli fruttati (generalmente campane alte che tendono a raffreddare il vapore), altri con quelli cremosi (campane più basse) ed altri ancora con i tabacchi (campane piccole e alte per esaltare le note aromatiche, campane piccole e basse per esaltare quelle secche). Gli atom da flavour difficilmente supereranno i 25 mm di diametro e difficilmente permetteranno di ospitare coil molto grosse (spesso addirittura sono strutturati per essere buildati in single coil).
  • Cloud Chasing (inseguire le nuvole): non credo serva spiegare molto in questo caso. Si tratta di atomizzatori (per lo più dripper anche se ormai anche molti tank sono da definirsi per cloud) caratterizzati da una camera di combustione spaziosa che permetta l’utilizzo di coil importanti senza risentire dell’inerzia termica (calore residuo all’interno della camera di combustione). Il flusso dell’aria, quasi sempre regolabile, è decisamente abbondante così da poter ottimizzare la produzione di vapore (quest’ultima è molto liquido dipendente).

 

RIGENERABILI E A TESTINA

fatta eccezione per la distinzione tra MTL e DL, tutte le precedenti suddivisioni sono state fatte prendendo in considerazione atomizzatori rigenerabili, quegli atomizzatori nei quali vanno montate coil fatte da voi (o acquistate già fatte). Cosa sono dunque gli atomizzatori a testina e quando dovrei sceglierli?

Gli atomizzatori a testina sono tutti quegli atomizzatori (solamente tank) entry level e per i quali non c’è bisogno di montare alcuna coil che debba essere cotonata ma, al contrario, è sufficiente avvitare, appunto, la testina. Ho specificato “entry level” perchè sono decisamente comodi e pratici per coloro i quali non vogliono cimentarsi nella produzione di coils ma, se è vero che sono campioni in praticità, non si può dire lo stesso per la loro resa aromatica; non sto dicendo che siano penosi (alcuni lo sono) ma più semplicemente che raramente sono all’altezza della resa a cui ci abituano RTA e RDA.

Oltre a quanto appena detto, va specificato che se negli atomizzatori rigenerabili si cambia spesso il cotone e più raramente le coil, il deperimento delle testine è vincolante: una volta spremuta a dovere, vi troverete nella condizione di buttare tutta la testina, a differenza di quanto si faccia con atomizzatori a coil per i quali basta cambiare il cotone, pulire per bene e ricominciare.

In definitiva Signori e Signore, letto questo articolo fate le vostre considerazioni e scegliete l’atomizzatore che fa per voi!

 

 

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