RECENSIONE: Manto X Kit by Rincoe

L’abito non fa il monaco, è vero, anche se a volte è difficile ripetersi questo mantra prima di affrontare un giudizio. Ed è esattamente quello che mi sono dovuto ripetere quando mi sono trovato alle prese con una delle ultime nate in casa Rincoe, la Manto X, in kit con il suo RDTA a mesh. 

PACKAGING

Graficamente d’impatto, la confezione della Manto X si presenta bi-colore, nero e giallo, con stampata l’immagine della mod in combo con l’atom e la scritta verticale “Manto X – Mesh 228W Kit“. Ai lati troviamo i marchi d’ordinanza mentre posteriormente è elencato il contenuto della confezione:

  • Manto X mod
  • 4 o-ring di ricambio
  • Cavo USB
  • Manuale Utente
  • Tank MetisMix Mesh
  • Certificato di autenticità
  • Certificato di garanzia

Sotto all’elenco troviamo le varie avvertenze, lo “scratch and check” e i riferimenti ai social aziendali.

Packaging ricco, è vero, ma avrei trovato utile la presenza di almeno una o due coil di ricambio.

VOTO: 6


DESIGN E MATERIALI

Come dicevo in apertura di questo articolo, non ero monto entusiasta riguardo all’aspetto di questa box. Design già visto, materiali buoni ma non ottimi ed un atom poco interessante. Poi l’ho provata, l’ho usata, ho svapato qualche ml di liquido per sigaretta elettronica e finalmente posso dare un pare più preciso riguardo a questo kit.

Per quanto riguarda l’atomizzatore è vero, nulla di nuovo sia per quanto riguarda il design che per quanto riguarda i materiali: è costruito quasi interamente in metallo con un sistema di refill dall’alto che prevede la completa asportazione del tappo. Visti i recenti passi avanti e le poche innovazioni di questo genere di tank, avrei preferito l’ormai rodata apertura a slitta (come nel KILYN II di vandy vape per intenderci). 

Dal punto di vista costruttivo ci siamo, ma niente di entusiasmante, sopratutto di fronte all’ennesima coil a mesh da 0.15 ohm che fa assolutamente il suo dovere dal punto di vista aromatico ma che lascia a desiderare per quanto riguarda la progettazione; i bordi superiori sono troppo alti (questo per far presa sul filetto della parte superiore del tank) rendendo poco agevole la pratica di inizializzazione della coil.

La box è costruita con materiali adeguati al suo prezzo entry level. Quella che in realtà sembrava plastica, si è rivelata alluminio zincato che la rende comunque molto leggera nonostante la doppia batteria regalando alla Manto X un ingombro ed una maneggevolezza davvero interessanti. Purtroppo però, nonostante l’utilizzo di alluminio zincato, la box a tratti sembra un prodotto con un touch feel da device davvero economico, sopratutto per quanto riguarda lo sportello che chiude il comparto batterie. Parlando semplicemente della forma, è una forma vista e vista in altre box come le wismec o le asmodus, una forma vincente ed ergonomica dalle piccole dimensioni (a detta di Rincoe, la più piccola dual battery in commercio con dimensioni di 75mm*40mm ma capace di ospitare atom fino a 30mm di diametro).

Anteriormente i tasti adibiti all’utilizzo del circuito, sono ben calibrati e piacevoli da premere, precisi nel lavoro che devono compiere.



VOTO ATOM: 6.5

VOTO BOX: 6.5

CIRCUITO

Il circuito che Rincoe ha montato su questa box è forse l’aspetto migliore della box stessa: con VW, V, TC e TCR è assolutamente ricco e all’altezza delle concorrenti in questa fascia di prezzo. La gestione delle batterie è buona nonostante l’erogazione a volte risulti un po’ spigolosa e poco affidabile, specialmente a wattaggi elevati. Ma chi spingerà davvero questa entry level a wattaggi superiori ai 100/120?

La scarica delle celle viene gestita in maniera esemplare se paragonata ad altre box di questo tipo, rimanendo sempre fedele e coerente anche quando i volt residui risultano pochi.

Ultimo ma non ultimo, la casa costruttrice dichiara che la presa micro usb non è da considerarsi solo per aggiornamento firmware ma è stata appositamente studiata per consentire all’utente di caricare le batterie on board (cioè all’interno della box) con una tensione massima di 2 Ampere.

Anche se personalmente preferisco e consiglio di caricare le celle esternamente, questa sicurezza in più garantisce una comodità aggiuntiva in tutte quelle situazioni in cui non si ha il caricabatterie esterno a portata di mano.

VOTO: 8

CONCLUSIONI

Rincoe butta sul mercato un device senza troppe pretese e di certo senza nulla di innovativo. La box è piccola e molto leggera, come non riconoscerlo, ma nell’oceano dello svapo avrei preferito vedere qualcosa che non sembri la copia di qualcos’altro, magari fatta peggio. La consiglierei? Si, al vaper inesperto che desidera un prodotto economico ma al contempo che abbia un circuito che possa già introdurlo all’utilizzo di modalità tendenti al “pro” anche se il tank lo sostituirei immediatamente con un’altro della stessa fascia di prezzo ma che mi garantisca qualche comodità in più.

Per chi è?

Per l’utente che ha iniziato a svapare da poco e che cerca la sua prima box dual battery in grado di dargli un’idea su come utilizzare modalità come i VW, i V, il TC e il TCR.

VOTO FINALE: 6.5

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