RECENSIONE: Orion DNA go by Lost Vape


Che io non sia un grande fan delle pod mod forse lo si era capito. Sarà che sono troppo esigente per accontentarmi dei tanti compromessi ai quali bisogna andare incontro utilizzando questi tipi di dispositivi o sarà perchè (a parte una soltanto) ho sempre trovato poco soddisfacente la mia esperienza con le mod tascabili.

Bene, dopo la Defender di Asvape, i giochi sono cambiati.

Grazie a Lost vape e alla sua Orion, la prima pod mod equipaggiata con circuito DNA.

PACKAGING

La confezione nella quale troverete custodita la Orion, non ha nulla di accattivante o graficamente aggressivo. Nel mio caso il packaging è color latte-menta con la scritta “Orion” in alto, la foto prodotto al centro e le avvertenze in basso. Lato inferiore occupato dal logo del produttore (così come quello superiore) mentre ai lati ci viene ricordato che la pod mod è dotata di circuito DNA by escribe e che è presente la modalità replay. Si, avete letto bene.

Ecco cosa troveremo all’interno della scatola:

  • Orion pod mod system
  • 3 cartucce di ricambio (una da 0.50 ohm e due da 0.25)
  • Manuale Utente
  • Cavo USB 
  • Laccio da collo

Packaging essenziale ma con il grande PRO di avere all’interno ben tre cartucce di ricambio.

VOTO: 8

DESIGN E MATERIALI

La Orion è maledettamente piccola

Tanto piccola da sembrare un giocattolo (93 mm*37 mm*13.5 mm) , più precisamente una versione mini dei cellulari che si usavano negli anni 90 o una piccola ricetrasmittente. Una linea che sicuramente deve piacere anche se, valutati i materiali e la qualità costruttiva, non c’è alcun appunto che le si possa fare: costruita in acciaio inossidabile (che tuttavia fa fermare la lancetta della bilancia a 87 gr) e con pannelli davvero accattivanti per quanto riguarda la scelta del colore e della trama, questa piccoletta ha tutto al posto giusto. O quasi.

Tralasciando la pod di cui parleremo dopo, il corpo è davvero ben fatto. Su una faccia troviamo la scritta “Orion”, su quella posteriore la scritta “Lost Vape” Sul fondo i fori di sfiato per la batteria (950 mAh), su un lato una vite di serraggio mentre sul lato più “affollato” troviamo la piccola leva di release della pod, in basso il tasto per la selezione dell’erogazione/attivazione della modalità replay ed in centro il tasto fire. A proposito di quest’ultimo, fossi stato in Lost Vape avrei cercato un’altra posizione per il tasto di attivazione: messo nella posizione in cui si trova vi porterà inevitabilmente ed istintivamente a cercarlo sul lato opposto o a confonderlo con la leva di release.

Poco male, non è un problema insormontabile ma è una di quelle piccole cose alle quali si fa caso finchè non ci si abitua all’utilizzo quotidiano di questa ragazzina.

Per quanto riguarda le cartucce (o pod), sono organizzate in due scomparti un po’ come gli accendini trasparenti che sicuramente più di qualcuno di voi avrà visto (o usato). Una parte (quella immediatamente sotto al foro per il refill) verrà riempita dal liquido, mentre la seconda fungerà da camera di vaporizzazione. A separare i due scomparti c’è una piccola parete in plastica interrotta in basso quanto basta da lasciar passare una frangia di cotone che poserà direttamente sulla coil. 

Premendo il tasto fire andrete ad attivare la coil sulla quale poggia il cotone imbevuto, vaporizzando il vostro liquido per sigaretta elettronica.

A questa pod ho trovato un’unica cosa migliorabile: il tappo che chiude il serbatoio del liquido. Non perchè non chiuda bene, non perchè ci siano perdite o sia troppo grande o troppo piccolo. Semplicemente perchè sarebbe stato utile ancorarlo in qualche modo alla pod stessa, per non rischiare di perderlo durante l’operazione di refill. 

Aromaticamente invece, decisamente valida ed una spanna sopra le concorrenti. Qualsiasi sia la tipologia di liquido che andrete ad utilizzare, l’aroma sprigionato sarà sempre coerente e soddisfacente, a patto che utilizziate liquidi a bassa viscosità (50/50) così come ogni pod mod vorrebbe.

La regolazione dell’aria viene gestita da un anello alla base del drip tip che, ruotato, aprirà o chiuderà l’asola sottostante.

VOTO: 8

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CIRCUITO

Qualcuno avrebbe mai immaginato che una pod mod potesse essere equipaggiata con un circuito DNA? Io onestamente no, non perchè non credo nel progresso ma perchè le pod mod devono essere piccole per definizione ed un circuito come il DNA è tutto tranne che piccolo.

Eppure Lost Vape si è rivolta a Escribe la quale ha sviluppato una variante del DNA chiamata appunto DNA go, in grado di occupare uno spazio ridotto all’interno dello chassis ma garantendo comunque features mai viste sulle altre pod mod, una fra tutte la modalità replay.

Ma cos’è la modalità replay e come funziona?

Fondamentalmente quando attivate questa modalità (premendo per tre secondi il tasto “selezione”) la pod inizia una sorta di registrazione. Durante questa registrazione vi toccherà fare diversi tiri e diverse prove, magari cambiando la potenza di erogazione (tre quelle disponibili). Una volta trovato il vostro tiro perfetto baserà premere nuovamente il tasto “selezione” per tre secondi così da memorizzare il tiro dei sogni. Da qui il nome replay, poichè il circuito cercherà di regalarvi ad ogni tiro gli stessi medesimi settaggi del puff scelto come “perfetto”.

Nonostante questa versione del circuito sia “solo” una modalità semplificata, vi offre una gestione della vostra pod mod mai vista prima. Il tiro risulta soddisfacente, sia come aroma che come hit. Va però ricordato che il tiro garantito dal drip tip delle pod, sarà un tiro che poco avrà a che fare con il tiro mtl: con l’aria chiusa al minimo, il tiro risulterà comunque essere un tiro di polmone molto chiuso o un tiro di guancia ancora troppo aperto.

VOTO: 10

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CONCLUSIONI

Ultimamente Lost Vape è una garanzia. Ogni prodotto che propone è un successo, sia per la logica con cui viene partorito sia per l’enorme e quasi inarrivabile (se non dall’artigianato manufatturiero) qualità costruttiva. Ottimi materiali, design eleganti e tanta voglia di affermarsi come una tra le aziende top di settore. 

Non sbaglia il colpo nemmeno con questa pod mod, seppur a differenza delle altre colleghe, il mood con cui è stata concepita sia da approfondire. I diffetti che ho trovato (se difetti li vogliamo chiamare) riguardano due piccolezze come il tappo e la posizione del tasto fire; ciò che secondo me potrebbe passare come difetto (ma che in realtà è logica di mercato) è il fatto che questo device non sia un device entry level seppur è questa la fetta di mercato a cui si tende ad associare le pod mod. 

Il prezzo non è entry level (circa 80 euro), il tipo di tiro non è per un normale utilizzatore di pod mod (il 95% delle pod offre un tiro mtl), il circuito offre settaggi apprezzabili da chi sa già cosa vuole dal proprio tiro nonostante la facilità di utilizzo di questo DNA go sia a prova di novellino.

Per chi è?

Per chi sa già cosa vuole, ha già altri device e vuole aggiungere al proprio arsenale una mod comoda, piccola, soddisfacente e con una grande autonomia. Non è per chi si affaccia al mondo del vaping (come invece potrebbe esserlo una minifit, una c601, una spryte, ecc ecc) ma piuttosto per coloro a cui piacciono le cose belle e che sa precisamente dove collocare la Orion all’interno della propria giornata da svapatore.

Paragrafo

VOTO FINALE: 9.5

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