Vapitaly 2k19: Ennequadro, quattro chiacchiere con Giorgio Nugnes

Oggi, ormai prossimi al -1 fatidico da Vapitaly di questo weekend, vi proponiamo l’intervista a Giorgio di Ennequadro, modder amatissimo a livello internazionale.

Buona lettura!!

  • Come ti sei avvicinato al mondo dei p.v.?

Mi ricordo di aver comprato la prima sigaretta elettronica all’incirca nel 2009: era a forma di sigaretta tradizionale ma funzionava davvero 
malissimo e non è riuscita a farmi staccare dalle bionde. Dopo un anno e 
qualche mese comparvero i primi negozi monomarca e li mi accorsi che 
questa “tecnologia” aveva fatto un bel passo in avanti. Da li in poi è 
stato un crescendo di continua ricerca e continui acquisti, non ho 
mai più toccato le bionde e di questo ne sono felice!

  • Raccontaci come nasce il tuo brand

Sono sempre stato uno “smanettone”, fin dalla prima ego ho sempre provato a riparare e fare modifiche, poi ho iniziato a trasformare oggetti di uso comune (torcie, pacchetti metallici, portapillole) in PV fino a quando un 
giorno di Agosto assieme ad un amico di famiglia, partendo da un mio 
disegno cad e con pochissimi attrezzi partimmo a “scavare” un pezzo di 
legno: nacque la prima ennequadro, una bf meccanica con tasto 3A tutta
fatta a mano. Dopo le cose, come tutto in questo settore, sono andate
alla velocità della luce, abbiamo perfezionato il disegno e la
produzione, fatte le prime liste d’interesse su facebook, progettammo le prime mods a “lamella”, conquistammo la simpatia di molte persone (la stragrande maggioranza di clienti erano stranieri tanto che all’inizio molti 
connazionali credevano che io non fossi ITALIANO). Sentivo che quello 
che stavamo facendo fosse una cosa bella e con molte potenzialità e 
venne il momento di investirci tempo e denaro: io ero pronto e carico, 
il mio partner di allora no quindi, con molta serenità le strade si 
divisero. Ennequadro continuava a essere fucina di esperimenti: vennero
gli stabilizzati e gli ibridi fatti in casa, il delirio, lavorazioni 
complesse a cnc. Fu allora che incontrai il mio attuale socio, un
ingegnere e fu subito un connubio scoppiettante (nonostante io fossi 
architetto e lui ingegnere, e si Sa che non corre buon sangue). Questo 
connubio ha dato vita ai progetti che hanno reso ennequadro presente 
sulla bocca dei vapers di tutto il mondo: Frame, Tilt, Oneup, Mood75c
IMO e la ultima nata Dart.

  • Quali sono le peculiarità che contradistiguono il tuo brand?

Sono un architetto e, in architettura e nel design, ho sempre ricercato la “purezza” delle linee e delle geometrie: un rigoroso MINIMALISMO (o meglio Razionalismo) che nella sua estrema semplicità estetica nasconde complicate lavorazioni e guerre coi centesimi di millimetro. Per fortuna il mio socio è della mia stessa idea, il che rende tutto più semplice. Ogni tanto ci concediamo delle variazioni sul tema, non mancano episodi di “decorativismo” con engraving e finiture particolari. Un altro elemento distintivo del nostro brand è che, pur possedendo 4 stampanti 3d, non abbiamo MAI prodotto mods “stampate” ma sempre fresate dal pieno: secondo noi la stampa 3d è utile solo in fase di prototipazione perché i materiali ad oggi disponibili per questa tecnologia non danno “garanzie” a lungo termine e non rispettano i nostri standard di qualità costruttiva. La 
stampa 3d non è nata per la produzione e non si presta, a nostro avviso, 
a tale scopo: preferiamo spendere di più in tempo e denaro ma proporre 
mods durature e solide in materiali nobili (delrin, legno, resine ecc…).

  • Sei più affine a seguire le esigenze del mercato e dei tuoi clienti oppure preferisci sperimentare soluzioni tue portando innovazione nei tuoi prodotti?

Ovviamente seguiamo con molta attenzione l’evolversi del mercato ma
cerchiamo sempre di mantenere la nostra linea proponendo quello che, in 
primis, piace a noi cercando di innovare il più possibile: siamo stati i 
primi ad introdurre il “cablaggio senza cavi” con i contatti solidi 
(dalla Frame Pro in poi) e questo ci ha portato a proporre (oggi) una 
battery box larga solo 33mm con un dna75c impensabile fino ad 1 anno fa.

  • Si parla sempre dell’artigianato italiano nel mondo, come pensi sia posizionato l high-end italiano a livello internazionale?

L’estero è sempre stato per noi la maggioranza del nostro mercato
quindi, per me, il made in italy ha appeal anche nell’high end. Non a
caso i maggiori modders in termini di attività e produzione sono Italiani.

  • Come vedi il mercato del high-end attuale?

Oggi il mercato high end è sicuramente diverso rispetto a 2-3
anni fa: oggi il cliente tipo è più maturo, conosce le sue abitudini di 
svapo e seleziona cosa acquistare e da chi. Il cliente delle mods high 
end oggi è sicuramente meno compulsivo nell’acquistare e sicuramente più 
paziente nell’aspettare liste e tempi di realizzazione.

  • Quali sono le tue previsioni sulle tendenze future del high end?

Come ho detto prima, il cambiamento già è avvenuto e sicuramente ci
sarà una scrematura dei produttori, credo che gli hobbisti tenderanno a 
scomparire. Per le tendenze ho sempre visto delle ciclicità in queste
ultime: nel 2013 andavano forte i tubi meccanici poi per 3-4 anni son 
stati completamente abbandonati per poi di colpo ritornare in auge quest 
anno. Credo che la tendenza allo slow vape durerà per molto ed invaderà 
anche il mondo del bottom feeder che, ad oggi, è ancora a prevalenza 
flavor.

  • Quali sono le novità che porterai in fiera, sorprese permettendo?

Verona sarà la seconda tappa di un “tour” iniziato con Londra quindi posso anticiparti che porterò gli ultimi prodotti rivelati: Dart 75c e Imo650, ovviamente assieme agli altri prodotti come Imo350 e Mood che sono quelli più richiesti. Potrebbero esserci delle sorprese però…chissa!

  • Cosa ti aspetti da questa manifestazione che dopo tanti anni finalmente riporta a pieno titolo i modders in una vetrina importante?

Verona ha sempre avuto un bacino di utenza abbastanza ampio ed era un
peccato non avere un area modders. Spero che questo anno, con tutta 
questa offerta in termini di high end, il pubblico cresca a dismisura e 
si porti finalmente la fiera di Verona nell’olimpo delle fiere  
europee.

Ringraziamo Giorgio per le interessantissime risposte, non vediamo l’ora di vedere dal vivo la Dart 75c e tutte le nuove chicche 😉

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