La bestia da gara: “pro” ma con un prezzo “cheap”.

Sfido chiunque, nella sua vita da vaper, a non essere rimasto affascinato almeno una volta dai tubi meccanici: dispositivi che spesso e volentieri associamo ai nuvoloni (o quantomeno il sottoscritto) e che tanto fanno paura per via della loro predisposizione a non tollerare molto bene gli errori di calcolo.
Questi sono sicuramente dispositivi per vaper esperti ed anche quelli che vengono definiti come “tubi entry level” meritano comunque rispetto ed accortezza, tanto quanto quelli “expert level”.

Oggi vorrei parlarvi di un kit su cui ho posato gli occhi e le tasche, nel momento in cui ho deciso che anche io mi sarei affacciato al mondo dei tubi meccanici: il VGOD Promech 2.

Vgod non è certo un marchio che ha bisogno di presentazioni, ma siccome siamo qui per fare anche e sopratutto informazione, oltre che per cazzeggiare allegramente, ecco una brevissima presentazione.

Vgod è un’ azienda americana famosissima e leader nel settore dello svapo a livello mondiale, sia nella produzione di hardware che di liquidi (probabilmente i più conosciuti sono quelli della linea tabaccosa Cubano).
I sui prodotti sono conosciutissimi ed hanno ricevuto tantissimi premi in altrettante manifestazioni ed inoltre sono tra i più conosciuti nel mondo dei tricker; anche perché Vgod ha fatto dei trick uno stile di vita nello svapo, tanto che Tricklife è il loro tratto distintivo ed è portato avanti da un trick-team di brand ambassador, sui loro social (quanto cazzo so british con tutti sti termini!!!) Se avete la possibilità, andate a dare un’ occhiata, perché anche per uno come me a cui non frega nulla dei trick, diventa impossibile non rimanere affascinato dalle cose che riescono a fare questi pazzi.

Ma veniamo a noi ed a questa benedetta recensione, che tanto lo so che vi ho già sfrangiato le palle e state per chiudere la pagina.

Per prima cosa, invito tutti coloro che non hanno ancora un tubo e perché no, anche coloro che già hanno un “mecha”, a non sottovalutare un aspetto fondamentale nell’uso di questi dispositivi: la sicurezza.
Stiamo parlando di dispositivi meccanici, dove non esiste nessun tipo di protezione, perciò raga “NON FATE CAZZATE”, imparate la legge di ohm, fate le manutenzioni corrette ai vostri tubicini e controllate che funzioni tutto per bene prima di pigiare il tasto e svapare!!!

Ecco, il mio disclaim l’ho messo…la coscienza è apposto, possiamo davvero iniziare.

PACKAGING: VOTO 9

Il device arriverà in una scatola di cartone plastificato tutta nera e con i loghi VGOD in ogni dove (sia mai che pensiate di aver preso un’ altra marca), avvolta da una sleeve di carta plastificata, all’ interno della quale è custodito il Promech2.
Questa sleeve che racchiude il tutto è super dettagliata:

FRONTE: grafica con lo scudo Vgod rosso e la dicitura Promech 2 kit
RETRO: breve descrizione dell’ Elite RDA (l’atom del kit) e della mod, oltre ad una bella immagine sezionata del tasto, per evidenziare l’innovativo contatto “tricon” (ma di questo parleremo dopo)
LATO DX: troverete tutte le specifiche tecniche del tubo e dell’rda
LATO SX: qui troverete l’immagine a grandezza naturale dell’intero kit
FONDO: “STOP! BEWARE OF CLONES”…una bella scritta che individua subito il pensiero dell’azienda sui cloni e poi i vari scratch’n’check, registrazione prodotto, garanzia,ecc…

Una volta aperta la scatola avrete in mano la borsa/custodia che contiene il kit, in tela rigida nera con il logo VGOD in rilievo.
Aprendo la scatola troviamo il kit, smontato ed alloggiato nei due incavi ricavati in un cuscinetto di gommapiuma nera che lo protegge.
Sul lato opposto, uno scomparto, contiene le parti di ricambio (molla sostitutiva del tasto, ring,2 resistenze delle quali non c’è traccia di specifica), il libretto di istruzioni e il tagliando con il numero seriale.

Ma veniamo al dunque che siamo tutti barzotti.

PROMECH 2: VOTO 9

Il tubo è tutto in rame e rivestito da una verniciatura nera e ruvida (sembra ceramica ma, pur cercando in rete, non ho trovato riferimenti specifici su questo materiale).
Nella parte interna del tubo, ovviamente color rame, troviamo una sleeve di protezione da corto per le celle sbucciate (DA NON INSERIRE MAI NEI TUBI!!!).
Esternamente il tubo ha una lavorazione ad anelli concentrici ed al centro una sorta di fascia in rilievo con il logo VGOD color rame, che separa le due sleeve in derlin nero che rivestono il corpo del tubo, lavorate in stile granata…il tutto conferisce al tubo un feeling tattile spettacolare!!

Passando al tasto, troviamo la base con una lavorazione simil carbonio (molto piacevole al tatto) e nella parte superiore, a vista, si trova la vite a taglio, che serve ad aprire il tasto, i tre pin di contatto con la batteria e i fori di sfiato (che indicano anche in quale verso è opportuno orientare la nostra cella).
Vgod ha introdotto questa nuova tipologia di pin “tricon”, che assicura una maggiore superficie di contatto con la batteria: svitando la vite per aprire il tasto, troviamo la molla (placcata oro) che racchiude proprio le tre parti che compongono il “tricon”.
Sempre nella parte superiore è presente un o-ring che regola il posizionamento della batteria una volta mandato in battuta il tasto e praticamente ne azzera qualsiasi movimento all’interno del tubo.
Il tasto ha una corsa abbastanza morbida ed essendo arretrato, rispetto alla fine del corpo del tubo, non consente attivazioni indesiderate se appoggiato su una superficie, ma non mi fiderei comunque a metterlo in tasca.

Il tubo conduce, a mio modestissimo parere, veramente bende ad ogni pressione del tasto, corrisponde un‘attivazione immediata delle coil…veramente fulminea!!!

I filetti dell’attacco 510 e anche quelli del tasto sono fatti davvero bene e scorrono senza la minima incertezza.

Questo tubo è stato realizzato in 4 colorazioni: black, black-camo, artic-camo e desert-camo.

ELITE RDA: VOTO 7

L’ atom da 24mm in acciaio fornito con il kit, è diviso in tre componenti: deck, barrel e drip tip.
Quest’ultimo è unito al barrel da una filettatura e pertanto non sarà possibile montare chuff o chubby.

Passiamo alla deck: due torrette stile Druga, fori dell’ aria (questo è un atom bottom airflow) ed una vasca profonda per drippate selvagge.

Partiamo subito da quella che secondo me è la più grande pecca di questo atom: le torrette.
Sono molto distanti tra di loro e pertanto, essendo questo kit un 18650, le resistenze dovranno essere adeguate e quindi non troppo grandi. Per farla breve non avendo delle coil “ingombranti”, come per una configurazione stacked ad esempio, ci ritroveremo a dover allargare molto le gambe delle resistenze deformando un minuzioso lavoro di costruzione, nella parte centrale delle coil.
Inoltre i due piccoli cap che chiudono il serraggio delle coil, non danno la minima sensazione di essere molto resistenti.
La vasca è abbastanza profonda e pronta ad accogliere anche drippate generose, ma non troppo mi raccomando, altrimenti rischierete di far uscire il liquido dalle asole del bottom airflow.

La resa aromatica dell’ Elite è buona ed insieme alla produzione di vapore, sono gli elementi che salvano parzialmente questo atom.

CONCLUSIONI

Cominciamo col dire che la mia più grande delusione è stata senza ombra di dubbio l’atom, perché esteticamente la combo del kit è molto molto bella, ma le pecche riscontrate mi hanno fatto rassegnare al fatto che lo lascerò nella scatola…per sempre, nonostante una buona resa aromatica ed una abbondantissima produzione di vapore (proprio come piace a me).
Passando al tubo, che dire: sono rimasto davvero entusiasta!!!
Difficilmente riesco a staccarlo di mano durante la mia giornata di svapo, questo perché ha un feeling al tatto bellissimo, ma soprattutto perché ha una risposta d’ attivazione immediata con una pressione sul tasto morbidissima.
Inoltre l’intera mod, compresa la batteria è leggerissima e per nulla ingombrante.
Sicuramente non è un’ entry level come altri sul mercato, ma se siete pratici di legge di ohm ed avete la testa sulle spalle, questo kit è perfetto per iniziare a prendere dimestichezza con i TUBBBBI!!!

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