Millennium RTA: il padre del ‘900 riporta il fascino dell’era Vittoriana.

In un’epoca dove la manodopera estera ha un costo più baso rispetto a quella europea, in un’epoca in cui troppe volte le piccole imprese italiane si sentono dire “lascia perdere, tanto poi chiudi”, ecco l’ennesimo colpo andato a segno da parte di chi ci ha creduto, ha spinto e ora con i propri prodotti è arrivato ai vertici del vaping Made in Italy: The Vaping Gentleman Club.

TVGC (ormai anagrammato così ovunque) è un’azienda tutta italiana, nata due anni fa da un semplice negozio che per divertimento (e per sfida n.d.r.) ha iniziato a produrre sette aromi per sigaretta elettronica. Ad oggi questa azienda commercializza 57 aromi, diverso materiale hardware high end (tra cui box mod e atomizzatori) esportando in tutto il mondo il proprio e altri marchi. Una storia vincente, una storia tutta italiana e che oggi mi porta a recensire la loro ultima creatura: il Millennium rta, ultima batch.

PACKAGING

“Max, mi raccomando, fate belle foto al packaging perchè lo curo personalmente e ci tengo un casino”. Questa è stata la promessa di Guido Trombetta (qui un suo intervento per il nostro blog), leader di questa azienda e che, conosciuto di persona al Vapitaly 2019, ha voluto mettere l’accento sulla cura d’immagine e del dettaglio che tramite lui, TVGC mette nei suoi prodotti.

L’atomizzatore è custodito in una scatola in legno con chiusura magnetica e di un colore che definirei in bilico tra il nero/grigio e un blu profondamente scuro. Sul lato superiore è inciso il logo del produttore con sotto la scritta “Millennium” con un font che rievoca un’atmosfera tra il noir, il gotico e il fantascentifico (non so perchè ma personalmente mi ha fatto pensare al videogioco wolfenstein). Appena sotto, l’acronimo R.T.A. (rebuildable tank atomizer) e, dulcis in fundo, la scritta “Proudly created by” The Vaping Gentlement Club ossia “Orogogliosamente creato da” The Vaping Gentlemen Club.

All’interno, una volta sollevato il coperchio, troveremo l’atomizzatore, la campana Winston, la campana Albert (la campana Jet Bell è preinstallata) e una scatolina in plastica contenente diverse spare parts. A concludere la dotazione, un tank in vetro di ricambio.

Dotazione ricca, packaging ideato in maniera egregia e quella scritta ambiziosa “Proudly created by“, hanno contribuito a quello che ritengo uno dei migliori packaging in circolazione.

VOTO: 9

DESIGN E MATERIALI

Il Millennium è un atomizzatore con diametro di 22 mm e capacità di 4 ml circa. Circa perchè le diverse campane in dotazione, hanno una grandezza diversa: da questo ne deriva che il volume occupato all’interno del tank cambia a seconda che decidiate di utilizzarne una piuttosto che un’altra. L’atomizzatore ha solo due filetti, uno per avvitare il top cap (che si ancora all’apice del camino) per poter fare il refill e l’altro per il fondello. A questo proposito, in quest’ultima batch, è stato modificata la tolleranza del filetto del fondello così da rendere difficoltoso svitare il fondo dell’atom stesso. Questo perchè nella batch precedente qualche utilizzatore aveva lamentato il fatto che a volte poteva capitare che, svitando l’atom dalla box, il fondello rimanesse avvitato all’attacco 810 della mod.

Come faremo quindi a svitare il fondello per la manutenzione, se ora è così difficile da svitare? Niente paura, grazie a una tanto invisibile quanto funzionale modifica, basterà svitare il pin del positivo di 1/4 di giro, svitando poi facilmente il fondello grazie al tool offerto in dotazione. Una volta rimontato sarà sufficiente (e fondamentale) stringere nuovamente il pin.

Ho imparato a mie spese che se ci si dimentica di stringere il pin, l’atomizzatore perderà liquido: questo è l’unico modo per poter dire che un Millennium ha delle perdite, almeno nella batch che sto recensendo io. Passando al tank, una volta svitato il top cap sarà sufficiente esercitare una piccola pressione sull’apice del camino per spingere via la base dal vetro, accedendo così al deck. Ogni campana ha un sistema bivalente: due piccoli scassi alla base vi permetteranno da una parte di regolare l’alimentazione della camera di vaporizzazione e dall’altra serviranno ad ancorare la campana al deck. Se vi state chiedendo quale campana scegliere o quale campana sia la migliore, vi dico già che non esiste una risposta a questa domanda.

TVGC a partire dall’ l’introduzione delle tre campane (quattro poi) per il suo noto ‘900, ha rivoluzionato un po’ la concezione che fino a quel momento si aveva dell’utilizzo delle campane nei liquidi a base di tabacco. L’equazione che vedeva le campane più anguste ottime per singoli e misture e le campane più ampie dedicate a tabacchi aromatizzati, viene totalmente stravolta. Basti pensare come la jet bell, campana con camera di vaporizzazione ampia, esalti le note di quello che personalmente ritengo il Signore dei Tabacchi: il tabacco di Laodicea, meglio noto come Latakia.

Conclusa la parte relativa a tank e campane, passiamo all’osservazione del deck che prevede l’utilizzo solamente in single coil: la torretta del positivo è la responsabile dell’airflow: alla base della stessa, infatti, troviamo il foro (1,8 mm) dal quale entrerà l’aria direttamente sotto la coil. A proposito di questa componente, TCGC include nelle spare parts una seconda torretta del positivo che anzichè un unico foro dell’aria, ne ha ben due (1,2 mm di diametro ciascuno), così da lasciare ancora più libertà alla configurazione finale. Ai lati delle torrette ci sono le vasche di pescaggio nelle quali ricadrà il cotone che da li si poserà infine proprio sui fori che corrisponderanno ai fori delle campane descritti poso sopra.

Ho fatto davvero tante prove, cotonando il giusto e provando anche a cotonare in maniera un po’ più povera: se nel primo caso, con liquidi 50/50 e con il foro del liquido completamente aperto ho avuto un’alimentazione impeccabile, nel secondo caso è bastato chiudere il foro del liquido lasciando una fessura da 2 mm circa. Non ha mai perso una goccia e non ho mai steccato: a mio parere questo è uno fra gli atomizzatori mtl che alimentano meglio.

Alla base dell’atom, troviamo la ghiera zigrinata che serve a scegliere uno dei fori d’ingresso dell’aria. Partiamo da un diametro minimo di 0,8 mm, avanzando con incrementi di 0.2 mm fino a raggiungere il più ampio con un diametro di 1,8 mm. Vi consiglio di sfilare la ghiera e lubrificare l’o-ring sottostante per rendere la regolazione un po’ più morbida poichè oltre ad averla trovata un po’ troppo dura, nelle operazioni di assemblaggio post lavaggio, la ghiera ha pizzicato più volte l’o-ring, staccando una leggera frangia di gomma.

Abbiamo già detto che il diametro dell’atom ferma il calibro a 22 mm mentre l’altezza lo ferma a 48 mm. Acciao 316, attacco 510 e tank in vetro pyrex. Un’ultimo accento vorrei farlo riguardo a un sistema introdotto da TVGC in questo Millennium e adibito a migliorare in maniera sensibile il flusso d’aria che passa all’interno della base: si chiama Pressure Augmentation and Silencing System, ed è un silenziatore e un accelleratore di flusso. La forma del deck e della base sottostante, contenenti un anello in pc, creano all’interno del fondello del deck stesso un “effetto Venturi” che accelera e stabilizza il flusso d’aria indipendentemente dal foro selezionato. Ne risulta un tiro davvero sempre silenzioso e assolutamente bilanciato.

Secondo la mia personalissima esperienza, il Millennium è uno degli atom con il miglior tiro che io abbia mai provato.

Per concludere, non so se sia per le tolleranze minime o per gli o-ring ancora nuovi ma l’unica cosa alla quale ancora mi devo abituare è la leggera difficoltà che incontro nel far girare la ghiera per la regolazione dell’aria la quale ha un grip importante con il monoblocco sottostante.

VOTO: 8.5

CONCLUSIONI

Rimane da darvi il mio personale parere sulla resa aromatica di questo atomizzatore prima di arrivare alle conclusioni vere e proprie. E’ un atom sicuramente da capire e con una miriade di possibilità da sfruttare, forte del fatto di avere a disposizione tre campane, due torrette del positivo con altrettante configurazioni per l’airflow e una buona quantità di fori di regolazione dell’aria, dal più contrastato a quello più aperto.

E se è vero che questo rta fa dell’impressionante qualità costruttiva e della versatilità il suo forte, è altrettanto vero che l’ho trovato eccellente con i tabacchi singoli, ottimo con le misture e buono con gli aromatizzati. Questa sua versatilità lo pone in una posizione tipica di chi vorrebbe fare tutto in maniera ineccepibile ma che invece riesce a ottenere buoni risultati in tutto, fermo restando che ci tengo a dire che la resa aromatica è comunque sempre ottima, in ogni caso considerando che in giro ci sono davvero pochissimi atomizzatori che permettono di ottenere risultati egregi praticamente con ogni tipo di tabacco.

Consigliato a chi come me è fan del made in Italy e di quei prodotti qualitativamente ineccepibili, oltre che alle persone che voglio avere in un solo dispositivo la versatilità che solo tre campane possono darvi.

Se invece cercate un atomizzatore da utilizzare principalmente con una sola categoria di tabacchi (o anche per altre tipologie di liquidi) allora forse dovreste fare una ricerca più mirata.

Prima del voto finale, vi lascio la mia intervista a Guido Trombetta. ASSOLUTAMENTE da non perdere.

VOTO FINALE: 8.5

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