Oltre la passione: l’anima del made in Italy

Una mattina di inizio primavera, qualche mese prima del Vapitaly di Verona, ero in un bar di Carpi, in provincia di Modena. Non sapevo come fosse la persona che stavo aspettando, non avendolo mai incontrato, avendoci scambiato solo qualche sms per accordarci su luogo e data dell’incontro. Aspetto qualche minuto ed ecco entrare nel bar un ragazzone alto, con appresso una borsa che sembrava di essere colma di cianfrusaglie.

“Massimiliano?” mi chiede. Rispondo: “Si sono io”. “Piacere, Federico, APM mods”.

MIA, UNA CREATURA CON RADICI PROFONDE: LA MENTE

La prima cosa che ho detto a Fede, dopo averne sentito la voce è stata: “Fede, dovresti fare radio”. Lui ha sorriso, forse non era la prima volta che qualcuno gli diceva una cosa del genere; già perchè quando si conosce il patron di Apm Mods sembra di avere a che fare con un gigante. E’ alto, con questa voce piacevole da sentire ma che rischia di mettere in soggezione. Eppure, parlando e parlando, quella mattina mi sono reso conto di tutta la bontà e l’onestà intellettuale di questo ragazzo che ha deciso di presentare il suo primo lavoro al mondo, una box meccanica regolata da un bomber pro1, un mosfet di cui era dotata la prima batch. Purtroppo nei mesi successivi al nostro incontro mi è stato rubato il telefono e la versione originale dell’intervista è andata persa: ciò che posso dirvi però è che fu un’intervista molto piacevole e interessante dalla quale è emersa tutta l’umiltà di una persona che da vita a un prodotto che va oltre i fini commerciali, oltre la semplice passione. Un prodotto nel quale davvero Federico mette un pezzo d’anima e ciò lo avranno capito gli ormai numerosi possessori di Mia quando, aprendo il packaging, si saranno trovati una frase unica e personalizzata frutto del pensiero di Federico al momento dell’impacchettamento di quello specifico pezzo di Mia. Si perchè per ogni persona Federico scrive qualche riga sul fondo della scatola: un pensiero, una riflessione, una frase ma rigorosamente pensata al momento.

SI CAMBIA IL VESTITO MA NON L’ANIMA: L’IDEA

Mia è una box alimentata da una sola batteria. All’epoca dell’intervista non era circuitata mentre di recente Apm ha rilasciato la versione con circuito starplat 70w. Tasto a scomparsa e batteria a vista (con la possibilità opzionale di coprirla o nasconderla) e possibilità di cambiare le sleeve che vestono questa piccola e leggera mod (stampata con tecnologia sls in Pa12): ci sono sleeve di altezze diverse che consentono di indossare in maniera ottimale atom di lunghezze differenti. E sono proprio le sleeve a dare a Mia quell’aria fresca e ingegnosa, non tanto per le sleeve già viste su altre box, ma per il modo e la filosofia con cui queste sleeve vengono prodotte.

Ogni sleeve è un vestito, un vestito che cambia e che risulta figlio dell’idea di personalizzare qualcosa in base all’occasione, al gusto, al feeling. Ma se è vero che il vestito cambia, Federico era ben conscio che l’anima di quel prodotto non cambia mai, decidendo di donare una parte di se a chiunque volesse coglierne l’essenza.

foto by VnB

LA CONSAPEVOLEZZA DEL PASSATO: L’EVOLUZIONE.

Poco sopra ho scritto che quando ho conosciuto Federico, aveva con se una borsa che sembrava essere colma di cianfrusaglie. E se per chi quel giorno ha visto cosa ne ha tirato fuori, potrebbe essere stato così, io ci ho visto invece l’evoluzione di un’idea. Si perchè da quella borsa ha tirato fuori una serie di box, a partire dalla prima versione di Mia assolutamente arrangiata e acerba fino ai prototipi di tante altre mod che avrebbe voluto o che produrrà. Sono rimasto esterrefatto, più che per la rarità dei pezzi per il fatto che Fede abbia voluto rendermi partecipe di un cammino evolutivo, del trasformarsi della sua idea, dell’entusiasmo che prova nei confronti di ciò che fa. Trasudava passione, entusiasmo eppure in quell’ora e mezza non ho mai percepito alcun atteggiamento che minasse l’umiltà di quest’uomo. So che per qualcuno potrà sembrare eccessivo. Qualcuno potrebbe addirittura dire che stiamo parlando solo di oggetti ed è vero. Ma quello che mi ha trasmesso questo ragazzo, unito al suo modo di essere, combattuto tra la consapevolezza di aver fatto qualcosa di splendido e l’umiltà per la quale non ha voluto partecipare come modder al vapitaly, li ho trovati commoventi. Commoventi.

Di recente, al Vaping Expo di Milano, l’idea di Federico ha vinto il “Premio per il miglior hardware – the best in vaping award 2019”.

Per concludere, più che una recensione a Mia, questo articolo vuole essere una recensione all’esperienza che si vive se si comprende realmente con quale filosofia questa mod sia stata prodotta e sopratutto se si comprende che davvero il suo modder ha riposto in questo prodotto un pezzo di se. Ho trovato Federico un esempio da seguire, un “Italia come la vorrei”, una persona il cui modo di fare artigianato giustifica assolutamente i prezzi che il Made in Italy ha.

Perchè diciamocelo chiaro, quando paghiamo un prodotto non ne paghiamo solo i semplici materiali. Ne paghiamo l’idea, la filosofia, i sacrifici e le sofferenze che chiunque ci abbia lavorato ha dovuto passare.

Compriamo qualcosa dal valore inestimabile: quel pezzo di anima che ogni modder decide di mettere nel suo prodotto.

Grazie Federico.

VOTO: 10 cum laude

www.apmmods.it

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